Il Pellegrino

Pellegrino è colui che compie un viaggio per devozione, ricerca spirituale, o penitenza, verso un luogo sacro.

Il termine proviene dal latino peregrinus ("straniero"), composto da per (andare) + ager (campi), dove indicava colui che non abitava nella città, quindi lo straniero, quello che percorreva strade non ufficiali e spesso sconosciute, qualcuno costretto a condizioni di civilizzazione ridotta.

Il pellegrinaggio è un particolare tipo di viaggio, un andare finalizzato, un tempo che l'individuo sottrae dalla continuità del tessuto ordinario della propria vita per connettersi al sacro.

Nell’epoca moderna il pellegrino, e quindi il pellegrinaggio, implica una scelta. Chi parte per un pellegrinaggio, si fa pellegrino, non si trova ad essere, ma si fa straniero e di questa condizione si assume le fatiche e i rischi, sia interiori che materiali, in vista di vantaggi spirituali come incontrare il sacro in un luogo lontano, offrire i rischi e i sacrifici materialmente patiti in cambio del perdono delle proprie mancanze e l’espiazione delle pene spirituali, e perché no anche materiali, grazie alle avventure e occasioni che, strada facendo, non mancheranno certamente.

In tutte le grandi religioni storiche esistono indicazioni, forme, destinazioni e finalizzazioni, del pellegrinaggio. Attualmente la diminuzione dei tempi di spostamento, dei rischi e dei costi di viaggio, nonché la desacralizzazione delle culture, fanno sì che la categoria culturale del pellegrinaggio sia ormai sempre più intrecciata con quella del turismo di massa (turigrini – turisti pellegrini e turismo religioso).

In particolare, il pellegrino è quella persona che si reca a pregare in luoghi santi anche molto lontani; è un uomo in viaggio, un uomo in ricerca (Cercatore di Dio).

Il pellegrinaggio sottolinea il senso di provvisorietà della vita terrena: come l’uomo di fede, che crede nell’aldilà dove potrà realizzarsi la vera vita, si sente straniero su questa terra, così il pellegrino si percepisce estraneo ad ogni contesto sociale: spesso, lungo la strada, è guardato con sospetto dalla gente del posto, da cui dipende totalmente per il cibo e l’ospitalità. Chi parte per un pellegrinaggio abbandona la sicurezza della propria casa, va contro la corrente della normalità, rompe con la tranquillità delle cose di ogni giorno; inoltre, nei viaggi del passato, il pellegrino partiva senza la certezza di tornare ed addirittura senza quella di arrivare alla propria meta: sa, come sapeva allora, cosa rischia di perdere, ma sa anche è che il pellegrinaggio lo avvicinerà comunque a Dio e lo porterà a conquistare l’eternità.

Dante parlò dei tre diversi pellegrinaggi maggiori nella Vita Nova: "È però da sapere che in tre modi si chiamano propriamente le genti che vanno al servigio de l'Altissimo: chiamansi palmieri in quanto vanno oltremare, la onde molte volte recano la palma; chiamansi peregrini in quanto vanno a la casa di Galizia, però che la sepoltura di Sa' Iacopo fue più lontana della sua patria che d'alcuno altro apostolo; chiamansi romei quanti vanno a Roma".